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Detrazioni fiscali fino al 65% per la ricostruzione

Agevolazioni fiscali per la "demolizione e ricostruzione"

Bari L.
A proposito di …

Le “Semplificazioni in materia edilizia” contenute all’articolo 30 del decreto del fare (D.L. 69/2013, convertito nella legge 98), con la possibilità di demolire e ricostruire senza rispetto di sagoma con semplice SCIA, aprono interessanti opportunità in quanto l’equiparazione dei suddetti interventi alla “ristrutturazione” permette di estendere ad essi anche la fruibilità delle detrazioni fiscali del 36%-50% e del 55%-65%.

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17 NOVEMBRE 2014

A partire dal 21 agosto 2013, la demolizione di un fabbricato seguita dalla sua ricostruzione con la stessa volumetria, ma con sagoma differente, è qualificabile come un intervento di ristrutturazione edilizia e non più come una nuova costruzione, e quindi è sufficiente la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al posto del permesso di costruire o della DIA.

Mentre prima la definizione di ristrutturazione edilizia comprendeva anche la demolizione e ricostruzione solo se l’edificio ricostruito non modificava né volume né sagoma di quello preesistente, ora invece basta rispettare il volume, potendo dunque cambiare la sagoma. La grande novità è che con questa modifica normativa si potranno fare molti interventi di trasformazione urbana prima impossibili.

 Agevolazioni fiscali anche per la demolizione e ricostruzione

Si potranno allora demolire vecchi edifici e ricostruirli tutti diversi, anche modificando la sagoma, in deroga al PRG, purché si rispettino le caratteristiche preesistenti su volume, destinazione d’uso (non si potrà dunque trasformare capannoni in case), superfici, altezze.

È evidente che la demolizione e ricostruzione, portando alla realizzazione di un organismo edilizio completamente rinnovato, permette di sfruttare appieno le potenzialità dei nuovi sistemi costruttivi e delle nuove soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato in modo certamente più efficiente e funzionale.

Demolire per ricostruire vuol dire dunque aprire la strada anche alla riqualificazione di vaste aree urbane degradate, permettendo di realizzare edifici più efficienti da tutti i punti di vista, limitando nel contempo l’espansione delle aree edificate e riducendo il “consumo” di terreno per nuovi insediamenti abitativi con innegabili vantaggi ambientali.

In relazione alla situazione di crisi che grava sull’economia italiana in generale, e sul settore delle costruzioni in particolare, il fatto di poter usufruire di importanti agevolazioni fiscali è elemento fondamentale per favorire questo percorso virtuoso e per rilanciare realmente la ripresa del settore.

Nell’articolo vengono analizzate in modo approfondito le limitazioni nell’applicazione della norma, i requisiti necessari ad accedere alle agevolazioni fiscali e gli interventi attuabili in questo contesto, come, ad esempio, quelli antisismici.

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