I requisiti acustici passivi degli elementi edilizi.
Aspetti controversi del D.P.C.M. 05/12/1997 e chiarimenti interpretativi
A quasi trent’anni dalla sua emanazione, il D.P.C.M. 05/12/1997 rimane il riferimento normativo indiscusso per i requisiti acustici passivi degli edifici, regolando l’isolamento dai rumori aerei, esterni, da calpestio e degli impianti. Questo articolo ne ripercorre i principi fondamentali, integrandoli con gli aggiornamenti e i chiarimenti interpretativi emersi nel tempo per guidarne la corretta applicazione e la verifica delle prestazioni.

Il benessere acustico degli edifici deve essere affrontato fin dalla fase di progettazione, attraverso un adeguato isolamento delle componenti edilizie, il controllo del rumore generato dagli impianti e, quando necessario, la gestione della riverberazione. In questo contesto, il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 rappresenta il riferimento normativo per la definizione dei requisiti acustici passivi, stabilendo le prestazioni minime di isolamento rispetto al rumore aereo, impattivo, esterno e agli impianti tecnologici.
Parametri del D.P.C.M. 05/12/1997
Il decreto individua una serie di parametri acustici che descrivono le prestazioni in opera degli elementi edilizi e degli impianti. Tali parametri devono essere valutati in fase progettuale e verificati mediante misure in opera a edificio ultimato.
Rumore aereo – Indice di valutazione del potere fonoisolante apparente R’w
Il parametro R’w riguarda il rumore aereo negli ambienti interni. È riferito alle partizioni verticali e orizzontali tra unità immobiliari distinte.
Rumore proveniente dall’esterno – Indice di valutazione dell’isolamento acustico normalizzato rispetto al tempo di riverberazione D2m,nT,w
Questo indice valuta l’isolamento acustico delle facciate rispetto ai rumori esterni, come traffico veicolare, ferroviario o altre sorgenti ambientali. La prestazione dipende dalle caratteristiche dell’involucro edilizio.
Rumore impattivo – Indice di valutazione del livello di pressione sonora di calpestio normalizzato L’n,w
Il parametro L’n,w descrive la trasmissione del rumore da calpestio attraverso solai e partizioni orizzontali. Valori più bassi corrispondono a migliori prestazioni acustiche e maggiore comfort per gli ambienti sottostanti o adiacenti.
Rumore degli impianti a funzionamento continuo (LAeq) e discontinuo (LASmax)
Il decreto disciplina anche il rumore prodotto dagli impianti tecnologici, distinguendo tra funzionamento continuo (es. impianti di riscaldamento, condizionamento) e discontinuo (ascensori, servizi igienici). Le modalità di misura non erano inizialmente definite in modo puntuale e sono state successivamente chiarite dalla normativa tecnica UNI.
Modalità di determinazione di tutti i parametri nell’articolo completo
Limiti del D.P.C.M. 05/12/1997
Il D.P.C.M. 05/12/1997 stabilisce valori limite per i principali parametri acustici in funzione della destinazione d’uso degli edifici, distinguendo tra residenze, strutture sanitarie, edifici scolastici, uffici e attività aperte al pubblico.
Nel corso degli anni, il decreto è stato oggetto di numerosi chiarimenti interpretativi da parte dei Ministeri competenti e di organismi tecnici, a causa di alcune incongruenze formali e sostanziali presenti nel testo normativo.
Nella Tabella nell’articolo completo, vengono confrontati, per ciascun parametro di valutazione, i riferimenti della normativa tecnica riportati nel D.P.C.M. 05/12/1997 con quelli corretti o aggiornati.
Chiarimenti ed interpretazioni
Si riporta una sintesi delle principali indicazioni in merito a criteri ed ambiti di applicazione del decreto:
- Nuove costruzioni: obbligo di rispetto di tutti i requisiti acustici passivi.
- Ristrutturazioni: applicazione obbligatoria se l’intervento riguarda partizioni, solai, facciate o impianti.
- Impianti tecnologici: sempre soggetti ai limiti, anche se autonomi o in sostituzione di impianti esistenti.
- Stessa unità immobiliare: requisiti non applicabili tra ambienti interni allo stesso alloggio.
- Unità immobiliari distinte: requisiti sempre applicabili, sia per ambienti sovrapposti che attigui.
- Agibilità: i requisiti acustici concorrono alla valutazione delle condizioni di salubrità dell’edificio.
- Principio generale: negli interventi sull’esistente è necessario non peggiorare le prestazioni acustiche preesistenti.
Tutti i chiarimenti dettagliati nell’articolo completo
Conclusioni
Il D.P.C.M. 05/12/1997 rimane, nonostante le criticità e l’età normativa, il principale riferimento legislativo in materia di requisiti acustici passivi degli edifici. Le interpretazioni intervenute nel tempo hanno contribuito a chiarire molti aspetti applicativi, pur lasciando margini di discrezionalità.
Il rispetto dei limiti di legge è obbligatorio negli interventi di nuova costruzione e, in determinate condizioni, nelle ristrutturazioni, ma non garantisce automaticamente il comfort acustico percepito. Quest’ultimo dipende da scelte progettuali, soluzioni costruttive e qualità della posa in opera, che richiedono un’analisi acustica più approfondita rispetto al semplice rispetto dei valori minimi normativi.
Nell’articolo completo
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